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Ecosave: contro
quali tipi di veleno?
Il principio delle scariche
elettriche su cui si basa il funzionamento di
ECOSAVE è efficace contro il veleno emotossico
e non contro il veleno neurotossico. IMPORTANTE:
si tratta di un principio, la cui validità
è stata testimoniata in circostanze reali,
che non è stato applicato su tutti i veleni
contro i quali è teoricamente efficace,
(soprattutto nel caso degli animali più
rari), per le difficoltà di sperimentazione
e per l’impossibilità in Europa di
effettuare test di laboratorio (che non sono attendibili
se eseguiti con veleno liofilizzato).
Di seguito cercheremo di
indicare sommariamente quali animali producono
un veleno di tipo emotossico e quali un veleno
neurotossico.
Per la complessità della materia, la mancanza
di chiarezza e la non completezza delle conoscenze
ad oggi disponibili, soprattutto per quanto riguarda
le specie più rare, le informazioni riportate
sono date a titolo puramente indicativo e non
pretendono assolutamente di essere esaustive.
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SERPENTI
Di tutti i serpenti, solo un certo numero inocula
il veleno quando morde, e tutti mordono generalmente
quando sono molestati o si sentono minacciati.
Il veleno dei serpenti è composto da una
complesso di molecole proteiche e di tossine che
agisce diversamente a seconda della composizione.
Esistono principalmente due tipologie di veleno,
classificate in base agli effetti che producono:
i veleni neurotossici ed i veleni emotossici.
Le neurotossine, che prevalgono nel veleno neurotossico,
agiscono sul sistema nervoso, provocando l’interruzione
della trasmissione dell’impulso nervoso,
con temporaneo intorpidimento della zona colpita
e acuto dolore, e sull’apparato respiratorio,
causando insufficienza respiratoria. Se il veleno
è particolarmente aggressivo e in quantità
adeguata alla mole della vittima, può portare
alla paralisi, con conseguente arresto cardiaco,
o all’asfissia, e quindi alla morte.
Il veleno emotossico è composto prevalentemente
da emotossine, che agiscono sull’apparato
cardiovascolare, sul sistema emocoagulativo e
sui globuli rossi del sangue, distruggendoli e
innescando una reazione a catena nell’organismo,
culminante, nei casi più gravi, nella coagulazione
del sangue o in un’emorragia interna, processi
quasi sempre mortali.
Il veleno prodotto dalle ghiandole
velenifere dei serpenti generalmente è
di entrambi i tipi ma, normalmente, solo un tipo
è preponderante, ed è in base ad
esso che il serpente viene catalogato come serpente
con veleno neurotossico o serpente con veleno
emotossico.
Tra i serpenti che inoculano veleno emotossico
si annoverano:
- Viperidi (le vipere Europee e di altri continenti)
- Crotalidi (il serpente a sonagli dell’America).
Tra i serpenti che invece inoculano
veleno di tipo neurotossico si possono elencare:
- Cobra
- Mamba
- Serpenti Corallo
- Taipan
- Serpenti di mare.
Vedi elenco
Attenzione
Ecosave è efficace contro i morsi di serpenti
appartenenti al primo gruppo, in quanto agisce
sui veleni di tipo emotossico; non funziona invece
sui veleni di tipo neurotossico.
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INSETTI
Vespidi (vespe,
calabroni) e Apidi (api)
Nel veleno di numerosi Apidi
(soprattutto Apis mellifera nel nostro paese)
e Vespidi, (soprattutto, in Italia, Vespa crabro
o calabrone, Polistes gallicus o vespa nostrana,
Vespula germanica o vespa di terra, Vespula vulgaris
o vespa comune, ed altre vespe del genere Vespula),
sono presenti sostanze tossiche complesse che,
negli individui normosensibili, provocano sintomi
locali che possono persistere per molte ore, quali
un dolore acuto ed una reazione eritemato-edematosa
nella sede colpita, trattabili efficacemente con
ECOSAVE. Una persona normosensibile in genere
puo' tollerare, senza danno irreversibile, numerose
punture.
Invece, in soggetti ipersensibili e allergici
si sviluppano manifestazioni più gravi,
che possono variare da un'orticaria acuta all'angioedema
(peraltro spesso associati), all'asma bronchiale
fino allo shock anafilattico con coma improvviso
ed arresto cardio-respiratorio. In questi casi,
ECOSAVE è in grado di rallentare la rapida
progressione degli effetti tossici, ma non di
impedirla, e l’intervento terapeutico rimane
fondamentale. Anche una sola puntura puo' provocare
una reazione anafilattica con esito fatale, in
una persona allergica.
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ARACNIDI
Ragni
Quasi tutti i ragni sono velenosi, ma la per
maggior parte essi hanno denti troppo piccoli
e fragili per poter penetrare nella cute, ed il
loro veleno è troppo poco potente, o la
quantità che sono in grado di iniettare
è troppo scarsa, perché esso possa
mettere in pericolo l’uomo (naturalmente
con le dovute eccezioni).
I ragni più velenosi appartengono al genere
Latrodectus, Loxosceles e Lycosa (in grado minore),
presenti anche in Europa.
Le specie in grado di pungere emettono, dall’estremità
aculeata delle loro chele, sostanze, ad azione
prevalentemente emolitica, atte a paralizzare
o ad uccidere le prede.
Genericamente più gravi sono le punture
di ragni che iniettano principi neurotossici (come
la vedova nera; in questo caso di avvelenamento
si parla di lactrodectismo) e necrotizzanti o
emotossici (ragni bruni, ragni violinisti e alcuni
ragni domestici; si parla in questo caso di loxoscelismo).
Il principio su cui si basa ECOSAVE è
applicabile generalmente per neutralizzare il
veleno dei ragni “domestici” quali
la tegenaria o la tarantola, e contro il loxoscelismo;
potrebbe essere utilizzato anche nel caso di lactrodectismo
per ridurre i sintomi locali di dolore, bruciore,
gonfiore, arrossamento ed eventuale necrosi della
zona interessata, ma non contro le manifestazioni
neurotossiche più estese che necessitano
di soccorso medico e di un’adeguata terapia
antibiotica.
Vedi elenco
Scorpioni
La maggior parte degli scorpioni, soprattutto
in Italia, sono relativamente innocui, perché
possono pungere ma non sono pericolosi; le loro
punture, infatti, causano in genere solo dolore
localizzato, prurito, bruciore, e gonfiore, eventualmente
ingrossamento delle linfoghiandole regionali e
aumento della temperatura cutanea e della sensibilità
attorno alla ferita. Nella maggior parte dei casi
gli effetti della loro puntura sono paragonabili
a quelli della puntura di una vespa in un soggetto
normosensibile.
Alcune specie, appartenenti ai generi Centruroides,
Androctonus, Tityus, Leinus e Buthus, diffuse
soprattutto nelle regioni meridionali del Nord
America, nell'America Centrale e Meridionale,
in Africa, in Medio Oriente ed in Asia, posseggono
un veleno nettamente più tossico rispetto
a molte altre. La loro puntura può produrre
manifestazioni più gravi, come la comparsa
di reazioni infiammatorie o di lesioni di tipo
necrotico-emorragico, fino ad arrivare nei casi
estremi ad effetti cardiotossici, a volte di tale
gravità da risultare letali.
Gli effetti, comunque, dipendono dal tipo e dalle
dimensioni dello scorpione, dalla reattività
del soggetto colpito e dal suo peso, che condiziona
la concentrazione del veleno stesso nell'organismo.
Il principio su cui si basa ECOSAVE è
generalmente applicabile per ridurre o risolvere
la sintomatologia locale (bruciore e gonfiore)
della maggior parte dei morsi di scorpioni. Tuttavia,
non è garantita l’efficacia di ECOSAVE,
se non limitatamente come strumento di primo soccorso,
nel caso di persone ipersensibili e allergiche
e nel caso di sviluppo di una sintomatologia sistemica
più complessa.
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ANIMALI MARINI
Celenterati (meduse, coralli,
anemoni di mare e idroidi)
Hanno delle strutture pungenti ben differenziate,
i nematocisti, che penetrano la cute umana.
Le conseguenze immediate sono bruciore, prurito,
arrossamento e gonfiore. Le manifestazioni cliniche
sistemiche più gravi, che dipendono dalla
specie con cui si è entrati in contatto
e dalla sensibilità dell’individuo,
comprendono generalmente senso di debolezza,
nausea, mal di testa, dolore muscolare e spasmi,
lacrimazione e colo nasale, aumentata traspirazione,
alterazione del battito cardiaco, e dolore alla
pleura toracica.
ATTENZIONE: nel veleno delle
specie più pericolose predominano le
componenti neurotossiche sui quali ECOSAVE non
è efficace.
Medusa. Le urticazioni delle
meduse sono dovute a scariche di nematocisti,
cioè di strutture capsulari filamentose
contenenti sostanze ad azione orticante e/o
tossica che vengono emesse da cellule specializzate
dette cnidoblasti (cnidos significa “ortica”)
che si trovano per la maggior parte sui tentacoli.
Il contatto con i tentacoli delle meduse presenti
nel Mediterraneo provoca lesioni orticariche
che provocano bruciore più o meno intenso.
In alcune specie di meduse, come la Carukia
barnesi e la Chironex fleckeri, entrambe stanziali
nei mari australiani, la cosiddetta “vespa
di mare” Chiropsalmus quadrigatu, nell’Oceano
Pacifico tra Australia e Filippine, o la “caravella
Portoghese” Physalia Physalis, nelle acque
tropicali e subtropicali, la maggiore tossicità
delle nematocisti può provocare una sintomatologia
sistemica più grave, che a volte può
portare al decesso della persona colpita. Il
loro veleno e' un misto di diverse tossine che
possono colpire, a seconda del tipo, il sistema
nervoso, quello muscolare, i globuli rossi fino
a provocare anche la necrosi cellulare.
Il principio su cui si
basa ECOSAVE può essere usato per alleviare
la sintomatologia locale (bruciore, prurito,
arrossamento) provocata dalle urticazioni, anche
importanti, delle meduse dei nostri mari; non
è efficace contro i complessi proteici
neurotossici delle meduse tropicali.
Pesci
e Molluschi
Diverse specie di pesci sono provviste di aculei
o spine connessi a ghiandole produttrici di
sostanze irritanti che, se inoculate nella cute
umana, sono responsabili di dolore acuto, edema
e, a volte, necrosi circoscritta.
Di quelli che inoculano un veleno di tipo emotossico,
contro i quali ECOSAVE è efficace, il
più comune é la tracina.
Tra i pesci che invece producono un veleno che
può indurre una sintomatologia generale
di tipo prevalentemente neurotossico, a volte
con convulsioni e shock, ci sono alcuni pesci
comuni nel Mediterraneo (razza, pesce-ragno,
pesce-gatto, scorfano, etc.) e molti dimoranti
nei mari tropicali, come il pesce-pietra (Synanceja
Horrida) ed il pesce scorpione (Pterois Volitans)
o, tra i molluschi, il Conus geographus che
colonizza le barriere coralline tropicali, e
l’Octopus maculosus, comune nei mari australiani.
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